
Iniziamo a parlare anche della domanda che chiunque – almeno spero – si e’ posto la prima volta che si e’ seduto attorno a un tavolo per giocare a un gioco di ruolo: “E ora, come mi comporto con gli altri giocatori? Come ci organizziamo?”
Bella domanda. Per rispondere in maniera completa, partiamo dall’analizzare il comportamento tipico di un gruppo durante un progetto, grazie a quanto evidenziato da Bruce Wayne Tuckman (1) nella sua teoria riguardante gli Stage di evoluzione del gruppo.
Si parla di evoluzione perché un gruppo non e’ una entità scolpita nel marmo, ma qualcosa che evolve nel tempo mentre cerca di raggiungere gli obiettivi che si e’ imposto. Le fasi di evoluzione, spiega Batman Tuckman già nel 1965 sono riassumibili in quattro distinti “Stage”:
- Forming
- Storming
- Norming
- Performing

…e Adjourning. No, non e’ che ho improvvisamente dimenticato come si conta fino a cinque, e’ che quest’ultimo “Stage” e’ stato aggiunto in seguito e ha una certa importanza, vedrete. Ma torniamo a noi e analizziamo ciascun punto.
1 – FORMING
Uno dei punti più complessi di tutte le sessioni di gioco di ruolo e’ spesso il momento in cui si va a narrare come la banda di casi umani e umanoidi futuri eroi si e’ conosciuta e ha deciso di partire assieme all’avventura. Il parallelismo col mondo del lavoro ci offre una soluzione: il Contesto. Quando si crea un team in ufficio, si tratta di persone appartenenti alla stessa azienda, quindi già’ a un gruppo definito, a cui il project manager porta una serie di obiettivi. Facile. Nel gioco, la situazione più simile è il classico messo del ricco mercante che entra nella taverna a cercare nuovi elementi per la scorta della carovana, per dire. E’ una situazione comoda, con un contesto abbastanza vago da permettere di finire nello stesso gruppo personaggi che normalmente non si degnerebbero di una seconda occhiata.
Il trucco quindi per risolvere il primo Stage e’ creare il giusto contesto, ovvero uno scenario in cui ogni singolo personaggio, quale che sia la sua origine, si trovi a condividere qualcosa con gli altri. In poche parole, i personaggi dovranno sentirsi sulla stessa barca. Magari anche letteralmente, chissà.
In questa fase e’ di cruciale importanza che sia chiaro a tutti l’obiettivo che il gruppo deve raggiungere assieme, dato che e’ il momento in cui ciascuno cercherà di capire come contribuire alla causa e inizierà a sondare gli altri per conoscerli meglio e accoltellarli nel sonno per una fetta più grande di bottino cercare sinergie
2 – STORMING
A questo punto, il caos. Il gruppo scatta all’azione verso l’obiettivo, ognuno con la propria idea in testa, non prendendo minimamente in considerazione parole difficili come “coordinazione” o “piano”. Nel gioco, si assistono normalmente a momenti di vera commedia come nerboruti barbari che caricano a testa bassa il gruppo di orchi su cui il mago ha dichiarato di lanciare Palla di Fuoco o astuti Netrunner che chiudono la porta del magazzino nello stesso momento in cui il solitario lancia una granata stordente verso le guardie della Megacorp, vedendosela rimbalzare ai piedi. Il caos, appunto. Un Party a questo Stage e’ meno pericoloso di una cesta di gattini, per gli avversari, ma potenzialmente letale per se stesso. Per fortuna, nella realtà lavorativa non si corrono questi rischi (2), ma aspettatevi comunque di vedere gare tra colleghi per il ruolo di primadonna, esattamente come accade tra Guerrieri e Paladini in gioco o, in generale, tra chiunque abbia abilità e competenze molto simili.
Questa fase, dicono gli esperti, è inevitabile. A seconda delle persone coinvolte sarà più o meno difficile, ma ci si pesterà i piedi a vicenda esattamente come alla prima lezione di ballo. La cosa migliore da fare, per chi ricopre il ruolo di “facilitatore” del team, sia esso il Project Manager o il Game Master, e’ accompagnare la cosa verso lo stage successivo, incoraggiando chi sta in disparte e cercando di far tenere un comportamento più assertivo e collaborativo a chi sente il bisogno di primeggiare.
Non vi nascondo che nelle situazioni peggiori, parte dei problemi che emergono in questo Stage ce li si porta dietro per tutto il progetto, purtroppo. Tenete presente che ogni singolo Joule di energia speso per risolvere un problema di collaborazione tra membri del Team a questo punto di evoluzione e’ un investimento che vale oro nel procedere del progetto o dell’avventura.
3 – NORMING
Anche i mufloni più testardi, a forza di tirarsi cornate a vicenda, arrivano a un punto in cui decidono che uno comanda e l’altro no. Alla stessa maniera i componenti del gruppo, vuoi perché stanchi di mettersi involontariamente i bastoni tra le ruote a vicenda, vuoi perché a forza di provare e fallire hanno scoperto come collaborare in maniera efficace, prima o poi arrivano a questo Stage, ovvero il momento in cui prendono finalmente in considerazione le abilità di ciascuno e cercano di incastrarle tra loro al meglio, in modo da poter essere finalmente efficaci come team. Ovviamente, non tutto andrà per il verso giusto al primo colpo, ma la differenza e’ che i componenti del gruppo ora si concentrano nel trovare il modo migliore di raggiungere l’obiettivo comune attraverso la definizione di regole e procedure interne al gruppo. Nel gioco, si va dal piccolo e dall’ovvio, come la classica definizione dei ruoli di Tank – Healer – DPS, fino alle perle di narrazione per cui uno dei giocatori si espone a un pericolo confidando nelle abilità degli altri di trarlo d’impiccio al momento giusto.
Nel lavoro, in questa fase il ruolo del Project Manager e’ meno impegnativo e può delegare certe decisioni al team, intervenendo quando serve. Stessa cosa nel contesto del gioco, per chi copre ruoli come appunto il Facilitatore o il Game Master.
4 – PERFORMING
Una volta arrivati a questo Stage, vuol dire che le divergenze sono oramai quasi tutte appianate, le sinergie comprese bene e finalmente il gruppo fila liscio come l’olio. Ciascuno guarda le spalle agli altri e nel gioco si arriva a momenti altamente coreografici, come certi combattimenti nei film di supereroi (3). A questo Stage, la resa del gruppo e’ al massimo livello e non si perde tempo in discussione o riunioni per decidere il da farsi perché prassi e processi sono già definiti e funzionanti. In questo Stage, si fa e si fa assieme.
Neanche da dire, non è per tutti. Molti team, siano essi di gioco o di lavoro, difficilmente raggiungono e mantengono questo Stage. Tensioni accumulate potrebbero fare precipitare tutti di nuovo nella fase di “Storming”, fattori esterni potrebbero richiedere un passo indietro alla fase di “Norming” per aggiustare le procedure, per non parlare del ritorno al “Forming” nel caso di uscita dal team di qualcuno e/o arrivo di un nuovo elemento nel gruppo. Come dicevo all’inizio, i gruppi non sono entità scolpite nel marmo ed accettarlo ed essere preparati a ripercorrere certe fasi è probabilmente la soluzione migliore.
5 – ADJOURNING
Infine, eccoci al “nuovo” punto, aggiunto di recente all’elenco e a volte chiamato diversamente, ma non per questo meno importante. E’ il momento in cui qualcuno accende un sigaro ed esclama “mi piacciono i piani ben riusciti”, se tutto e’ andato bene. Il valore di questo momento e’ entrato solo recentemente nell’elenco degli Stage per via della maggiore attenzione a quello che e’ un momento fondante, quello della valutazione del proprio lavoro. L’ambito dei giochi di ruolo e’ piuttosto fortunato, rispetto quello lavorativo, perché patria della meccanica dei “Punti Esperienza”, che sublimano esattamente quello che avviene in questa fase: si impara dal passato, da come si e’ lavorato assieme, dai successi e soprattutto dagli errori, e si consolidano le esperienze.
Insomma, si aumenta di livello.
E’ anche il momento degli addii, il gruppo ha raggiunto l’obiettivo e quindi viene a mancare il contesto, ma dare tempo di riflettere ai componenti del gruppo aiuta a mantenere relazioni e a portare la propria esperienza nei gruppi futuri.
Per oggi e’ tutto! Continueremo presto con altri approfondimenti sui gruppi di gioco e non!
1 ) Non scherzo, si chiama proprio come l’alter ego di Batman: https://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Tuckman
2 ) Forse.
3 ) Ovviamente parlo nell’ambito di gioco. Se in ufficio fate acrobazie sincronizzate per passarvi documenti nella maniera più ottimale possibile, per cortesia invitatemi che sono curioso di vedervi

